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Doghe e posa

Clip a scomparsa o viti per decking: costi, estetica, posa

Clip a scomparsa e viti a vista per decking a confronto: compatibilità con legno e composito, indicazioni Déco, Eurotec e Tecnodeck, quantità per un esempio.

Aggiornato il · 9 min di lettura · A cura di Free Deck Board Calculator · Come facciamo le nostre ricerche

Le viti a vista sono il modo più semplice, sicuro e facile da riparare per fissare le doghe in legno: Déco le definisce «senza dubbio il metodo più sicuro» e il metodo consigliato. Le clip a scomparsa lasciano una superficie pulita, senza teste di vite, ma richiedono doghe scanalate e, con il legno, una specie molto stabile. Con il composito la scelta spesso non c’è: molti sistemi, come Tecnodeck, ammettono solo le clip.

Il resto della guida spiega come funziona ciascun sistema, cosa chiedono i produttori presenti in Italia e quanti fissaggi servono per un decking reale, così puoi confrontare le soluzioni con i tuoi numeri.

Come funziona ciascun sistema

Viti a vista

La vite attraversa la doga dall’alto e si avvita nel magatello. Le regole dei produttori sono simili:

  • Due viti per incrocio. Eurotec indica due viti per ogni magatello a partire da una larghezza della doga di 140 mm, e Déco chiede due viti per ogni estremità di doga, raddoppiando il magatello dove due teste si incontrano (istruzioni di posa Déco).
  • Preforo e svasatura. Déco li considera sempre necessari, con le viti a circa 2 cm dalle estremità della doga per evitare spaccature. Eurotec li ritiene indispensabili per il larice siberiano, che tende a creparsi (raccomandazioni Eurotec per il larice siberiano).
  • Acciaio inox. Eurotec chiede viti con diametro di almeno 5 mm e almeno in acciaio inox temprato; in ambienti salini o con cloro, come vicino al mare o a una piscina, consiglia inox A2 o A4. Le sue viti in inox temprato non sono adatte ai legni ricchi di tannino come cumarú, rovere, merbau e robinia.
  • Distanziale sotto la doga. Eurotec sconsiglia di appoggiare le doghe direttamente sui magatelli in legno, perché il contatto trattiene l’acqua, e propone listelli distanziatori di 7 mm che riducono anche il rischio che le due viti si trancino quando il legno si muove.

Per la lunghezza della vite Eurotec usa due criteri: almeno il doppio dello spessore della doga (più l’eventuale distanziale) e, nelle conifere, almeno 6 volte il diametro di filetto dentro il magatello. Con una doga in pino da 27 mm e viti da 5 mm: 2 × 27 = 54 mm, oppure 27 + 30 = 57 mm, quindi servono almeno 57 mm e si sceglie una vite da 60 mm. Con il distanziale da 7 mm: 27 + 7 + 30 = 64 mm, quindi vite da 70 mm.

Clip a scomparsa

Le clip trattengono le doghe dai bordi. La doga ha una fresatura su ciascun lato lungo, la clip si inserisce nella fuga, aggancia le due doghe vicine e si avvita al magatello. Poiché ogni clip serve due doghe, ne basta circa una per incrocio invece di due viti. Labor Legno lo dice chiaramente: una clip per ogni punto di contatto con i magatelli, e ogni clip deve fissare solo due doghe, una per lato (istruzioni Labor Legno). Molte clip impostano anche la fuga: per esempio la V-Clip di Eurotec dà una fuga uniforme di 7 mm, la M-Clip di 6 mm.

Inizio e fine sono diversi dal resto. Tecnodeck usa un apposito gancio di inizio/fine per la prima doga, Labor Legno clip di partenza e viti dirette nei magatelli per le doghe perimetrali, Déco viti a vista sul lato esterno della prima e dell’ultima doga.

Fissaggi a scomparsa senza scanalatura

Esiste anche una via di mezzo per doghe in legno non fresate. Eurotec, per esempio, propone un elemento scorrevole in plastica rigida che si usa con o senza scanalatura laterale, per doghe larghe 80–155 mm e spesse 20–30 mm, completato da StarterClip o connettori angolari per la prima e l’ultima doga. Vale lo stesso principio delle clip: niente teste in vista, ma più componenti e più tempo di posa.

Prima di tutto, la compatibilità delle doghe

Prima del costo, verifica quali metodi ammettono le tue doghe e la loro garanzia.

  • Composito (WPC) scanalato. Spesso solo clip. Il manuale Tecnodeck è netto: tutte le doghe vanno fissate con clip, mai con viti, e non bisogna mischiare i due sistemi, perché le viti impediscono la dilatazione e possono deformare il pavimento fino alla rottura. Le procedure non previste dal manuale fanno decadere la garanzia. Labor Legno, invece, ammette clip (consigliate) o viti adeguate.
  • Legno con clip. Déco consiglia le clip solo con legni di provata stabilità, perché non ancorano direttamente la doga e la espongono a movimenti. Eurotec ammette la M-Clip solo con legni poco soggetti a movimento o con il WPC.
  • Pino impregnato. Le doghe da 27 × 146 mm si vendono di solito a bordo dritto, quindi si fissano a vista o con sistemi senza scanalatura. Il pino impregnato si ritira asciugando: la guida al legno impregnato spiega cosa comporta.
  • Scale. Le pedate sono un caso a parte: Tecnodeck prevede soluzioni dedicate per gradini e bordi, con profili di finitura e un foro per inserire la clip in modo invisibile. Con il legno molti posatori avvitano le pedate a vista. La guida alle scale del decking spiega come disporle.

Contare i fissaggi: un esempio pratico

Prendiamo un decking di 5 × 3 m su soletta, con le doghe posate sui 5 m e i magatelli distribuiti lungo la stessa direzione.

Magatelli. Con interasse di 450 mm (legno con viti a vista, Déco): 5000 ÷ 450 = 11,1, quindi 12 campate e 13 magatelli. Con 400 mm (composito Tecnodeck): 14 magatelli.

File di doghe. Con doghe in pino da 146 mm e fuga di 8 mm servono 20 file sui 3 m. Con doghe in composito da 140 mm e fuga di 4 mm ne servono 21.

Incroci. Ogni fila attraversa tutti i magatelli. I numeri, calcolati con il calcolo viti per decking:

Doga e fissaggioInterasseIncrociFissaggi (senza scorta)Con il 10% di scorta
Pino 27 × 146 mm, viti a vista450 mm260520 viti572 viti
Pino 27 × 146 mm, viti a vista400 mm280560 viti616 viti
Composito 25 × 140 mm, clip400 mm294294 clip324 clip
Composito 25 × 140 mm, clip300 mm378378 clip416 clip

A questi si aggiungono i fissaggi delle giunte di testa. Le teste vanno sempre su un magatello doppio, con due viti o due clip per estremità (Déco), e Tecnodeck vuole un profilo e una clip per ogni estremità: con doghe da 3 + 2 m il calcolo doghe decking aggiunge due linee di magatelli doppi e arriva a 315 incroci per il composito.

Verifica con i dati del produttore

Tecnodeck stima per metro quadro 7 metri lineari di doghe, 3 metri di profili di supporto e 21 ganci in acciaio inox, scarti esclusi. Per 15 m² fanno circa 315 ganci, lo stesso numero del calcolo fila per fila. Le clip standard Tecnodeck si vendono in buste da 250 o 500 pezzi e i ganci di inizio/fine in buste da 100: per questo decking basta una busta da 500, oppure due da 250, più una busta di ganci di inizio/fine.

Per le viti, le Terrassotec di Eurotec si vendono in confezioni da 200 pezzi e in secchi da 500. Le 572 viti del pino a 450 mm corrispondono a tre confezioni da 200.

L’interasse dei magatelli cambia tutto

Il numero di fissaggi cresce con il numero di magatelli. Con le clip sul legno Déco riduce l’interasse da circa 45 a circa 30 cm, e Tecnodeck lo riduce per le pose inclinate (350 e 300 mm in uso privato). Nell’esempio, passare da 400 a 300 mm porta le clip da 294 a 378, quasi il 30% in più. La guida all’interasse dei magatelli spiega come si sceglie.

Costo: cosa fa davvero la differenza

I prezzi di viti e clip cambiano molto tra marche e rivenditori, quindi questa guida non indica cifre. Fai il confronto con tre dati del tuo fornitore:

  1. Prezzo per confezione di ogni sistema che valuti.
  2. Numero di confezioni, dal conteggio visto sopra.
  3. Differenza di prezzo tra doga scanalata e a bordo dritto, se la linea le offre entrambe, e il costo di profili di finitura o doghe perimetrali.

Una clip costa di solito più di due viti, anche se ne serve la metà. Rispetto al totale, comunque, i fissaggi pesano poco: le doghe in pino costano 20–35 € al m² e quelle in composito 40–80 € al m², solo materiale, secondo Pellet & Legnami (2026). Sono prezzi indicativi che cambiano nel tempo. Il calcolo costi del decking mostra dove va il resto della spesa.

Manodopera e tempi di posa

Le viti a vista sono le più rapide per doga, ma con il legno richiedono preforo e svasatura. Si posa la prima fila perfettamente dritta, si regolano le fughe con i distanziali e si avvita lungo una linea tracciata con il filo battente sopra ogni magatello, come suggerisce Déco.

Le clip richiedono più manipolazione: ogni clip va inserita nella fresatura, la doga successiva va spinta contro le clip e ogni clip va avvitata al magatello. Déco consiglia di controllare ogni 3 o 4 doghe che la distanza dalla prima fila resti costante. Anche sostituire una doga in mezzo al decking è più lento: Déco la definisce «estremamente difficoltosa» con le clip, e Tecnodeck dedica al tema una procedura apposita.

I sistemi senza scanalatura stanno nel mezzo: più pezzi da posare, ma niente teste in vista e, per alcuni, la possibilità di sostituire le singole doghe.

Aspetto e comportamento nel tempo

  • Le viti a vista lasciano file di teste visibili. Su doghe in legno si possono allineare con il filo battente e diventano parte del disegno; su richiesta esistono viti colorate.
  • Clip e sistemi a scomparsa danno una superficie pulita e non lasciano fori in cui ristagni l’acqua.
  • Movimenti: il composito si allunga con il caldo. Tecnodeck indica circa 0,5 mm per metro ogni 10 °C e chiede 15 mm di distanza dagli elementi fissi: le clip lasciano scorrere la doga, le viti la bloccano. Il legno si muove soprattutto in larghezza, ed è lì che due viti rigide possono tranciarsi.

Quale scegliere

  • Pino impregnato o larice, budget ridotto: viti a vista in inox, con preforo. Valuta un sistema senza scanalatura se vuoi una superficie pulita.
  • Composito: il sistema indicato dal produttore, quasi sempre le clip. Non mescolare clip e viti se il manuale lo vieta.
  • Legni esotici e tannici: viti adatte a quei legni (Eurotec esclude per esempio le sue viti in inox temprato per cumarú e merbau) e clip solo se il fornitore le ammette.
  • Riparazioni e sostituzione di doghe: le viti a vista sono le più facili da smontare.

Il calcolo decking in composito stima insieme doghe e clip.

Domande frequenti

Posso usare clip a scomparsa e viti a vista sullo stesso decking?

Dipende dal materiale. Con il legno è normale: Déco e Labor Legno fissano a vista la prima e l’ultima doga e usano le clip sul resto. Con il composito Tecnodeck lo vieta esplicitamente, perché le viti impediscono la dilatazione. Segui il manuale della tua doga.

Quante clip a scomparsa servono al metro quadro?

Circa una per incrocio con i magatelli. Con doghe da 140 mm, fuga di 4 mm e magatelli a 400 mm sono circa 20 clip al m² prima delle giunte; Tecnodeck stima 21 ganci al m², scarti esclusi. Con magatelli a 300 mm diventano circa 25.

Le clip a scomparsa si possono usare sul pino impregnato?

Di solito no: le clip richiedono doghe scanalate e un legno stabile, mentre il pino impregnato si vende a bordo dritto e si ritira asciugando. Déco consiglia le clip solo con legni di provata stabilità. Per il pino si usano viti a vista o fissaggi a scomparsa che funzionano senza scanalatura.

Che viti servono per il decking in legno?

Viti da almeno 5 mm di diametro, almeno in acciaio inox temprato secondo Eurotec, in inox A2 o A4 vicino al mare o a una piscina. La lunghezza deve essere almeno il doppio dello spessore della doga e lasciare circa 6 volte il diametro di filetto nel magatello: per una doga da 27 mm, una vite da 60 mm, o da 70 mm con un distanziale da 7 mm.