Per le doghe in composito la fuga laterale è di solito tra 3 e 5 mm, stabilita dalla guida di posa del produttore, e anche le fughe di testa sono prescritte. Il legno è diverso: si gonfia e si ritira in larghezza, quindi richiede fughe più ampie, di circa 5 mm per molti legni duri e 6–8 mm per il larice. Qui sotto trovi i valori pubblicati dai produttori presenti in Italia, le ragioni che li giustificano e come la fuga cambia il numero di doghe.
Perché le doghe hanno bisogno di una fuga
La fuga tra le doghe ha tre funzioni:
- Drenaggio. La pioggia deve passare attraverso il decking invece di ristagnare in superficie. L’acqua stagnante sul legno porta a marciume e muffa. Sul composito lascia macchie e zone scivolose.
- Ventilazione. L’aria che sale tra le doghe asciuga la parte superiore dei magatelli e il lato inferiore delle doghe. Déco e Labor Legno insistono entrambi su una buona aerazione dello spazio sotto il decking.
- Movimento. Il legno si gonfia e si ritira con l’umidità. Il composito si allunga e si accorcia con la temperatura, soprattutto in lunghezza. La fuga dà spazio a questo movimento, così le doghe non si imbarcano spingendo l’una contro l’altra.
L’altra metà della storia sono i detriti. Se la fuga è troppo stretta, foglie, aghi di pino e sporcizia la intasano e bloccano il drenaggio. Se è troppo larga, ci si incastrano tacchi e gambe delle sedie, e i piccoli oggetti ci cadono dentro. I valori pubblicati cercano un equilibrio tra le due cose.
Composito: segui la guida di posa
I produttori di composito pubblicano fughe precise, e il rispetto delle istruzioni è di solito una condizione della garanzia. Ecco cosa dicono alcune guide di posa italiane, insieme alle indicazioni per il legno:
| Produttore (guida) | Fuga laterale | Fuga di testa | Verso muri ed elementi fissi |
|---|---|---|---|
| Tecnodeck (WPC) | 3–5 mm | min. 3 mm con doghe fino a 3 m, 4 mm fino a 4 m | 15 mm |
| Labor Legno (WPC) | data dalla clip | 2–3 mm | 15 mm tra pareti e magatelli |
| Déco (legno massello) | circa 5 mm | non indicata | non indicata |
| Eurotec (larice siberiano) | 6–8 mm | 3–4 mm | non indicata |
Alcuni dettagli utili da sapere:
- Tecnodeck lascia un intervallo da 3 a 5 mm, che ti dà un po’ di margine per uniformare la posa, e chiede di usare sempre dei distanziali. Il calcolatore parte da 4 mm per il composito.
- Lo stesso manuale chiede di non posare sotto 0 °C, perché il prodotto potrebbe rompersi, e di lasciare che le doghe si adattino alla temperatura ambiente prima del montaggio.
- I 15 mm verso muri, pilastri, punti luce e altri elementi fissi valgono anche per i profili di supporto, non solo per le doghe.
Se usi clip a scomparsa, di solito è la clip a determinare la fuga laterale. È uno dei motivi pratici per cui si scelgono le clip. Pro e contro sono descritti in clip a scomparsa o viti per decking.
Perché contano le fughe di testa
Le doghe in composito variano in lunghezza con la temperatura molto più che in larghezza. Labor Legno dichiara per il suo WPC un tasso di ritiro/rigonfiamento dello 0,5%: applicato alla lunghezza di una doga da 4 m, sarebbero fino a 20 mm, abbastanza per chiudere una giunta o aprirne un’altra. Per questo Tecnodeck aumenta la fuga di testa con la lunghezza della doga, e per questo una doga tagliata in pieno sole e posata subito si comporta diversamente da una tagliata all’alba.
Due abitudini pratiche aiutano:
- Tieni le doghe all’ombra, impilate in piano, finché non le tagli e fissi. I colori scuri si scaldano molto di più dei chiari.
- Taglia e fissa senza interruzioni. Una doga lasciata al sole dopo il taglio avrà una lunghezza diversa quando la fissi.
Bloccare le doghe perché la fuga resti uniforme
Con le clip a scomparsa la doga non è avvitata direttamente al magatello, quindi nel tempo può spostarsi. Déco sottolinea proprio questo rischio e consiglia le clip solo con legni di provata stabilità; sia Déco sia Labor Legno chiedono di fissare con viti a vista la prima e l’ultima doga lungo il perimetro. Così il campo resta bloccato tra due bordi fermi.
Pino, larice e altre doghe in legno
Il legno si muove in larghezza quando cambia il suo contenuto di umidità, l’opposto del composito, che si muove soprattutto in lunghezza. Eurotec lo scrive chiaramente: il legno si gonfia e si ritira per lo più in larghezza, quindi la fuga giusta è importante per la durata della terrazza. In pratica:
- Pino impregnato in autoclave. Il calcolatore parte da 8 mm, un valore prudente per un legno tenero che si muove parecchio. Se le doghe arrivano pesanti e umide, si stringeranno asciugando e la fuga si aprirà da sola: in quel caso puoi posarle un po’ più strette, ma chiedi al rivenditore e controlla l’umidità.
- Larice. Eurotec consiglia 6–8 mm tra le doghe e 3–4 mm sulle giunte di testa.
- Legni esotici e legni duri. Segui le indicazioni del fornitore. Déco, per esempio, distanzia le doghe in modo uniforme di circa 5 mm.
Controlla una doga prima di decidere. Se è sensibilmente più larga della misura dichiarata (146 mm per il pino tipico), contiene umidità e si ritirerà. Se misura quanto dichiarato o un filo meno, considerala secca. La guida al legno impregnato spiega come riconoscere il legname trattato e come stoccarlo mentre asciuga.
Come la fuga cambia il numero di doghe
La fuga si somma a ogni fila. Ogni fila occupa la larghezza di una doga più una fuga, a volte detta “passo”. Ecco il calcolo:
- File = (larghezza del decking perpendicolare alle doghe + fuga) ÷ (larghezza doga + fuga), arrotondato per eccesso.
Esempio pratico 1. Un decking di 4 × 3 m in pino ha le doghe posate nella direzione dei 4 m, quindi le doghe si affiancano sui 3 m (3000 mm). Con doghe da 146 mm e fuga di 8 mm, il passo è di 154 mm:
- (3000 + 8) ÷ 154 = 19,53, quindi servono 20 file.
- Con questa misura anche una fuga di 5 mm darebbe 20 file. È sui decking più larghi che la fuga comincia a contare.
Esempio pratico 2. Un decking largo 3,6 m perpendicolarmente alle doghe (file calcolate con il calcolo doghe decking):
| Larghezza doga | Fuga | Passo | File |
|---|---|---|---|
| 140 mm | 3 mm | 143 mm | 26 |
| 140 mm | 4 mm | 144 mm | 25 |
| 140 mm | 5 mm | 145 mm | 25 |
| 142 mm | 7 mm | 149 mm | 25 |
| 145 mm | 7 mm | 152 mm | 24 |
| 146 mm | 8 mm | 154 mm | 24 |
Una fuga più stretta o una doga più stretta possono aggiungere un’intera fila. Su una fila di 4 m significa una doga da 4 m in più, quindi conviene fare i conti con la doga che compri davvero. Il calcolo fughe tra le doghe lo fa per qualunque larghezza, e il calcolo doghe in composito parte dalle misure tipiche del composito. Le misure dei prodotti sono trattate in dimensioni delle doghe spiegate.
Evitare una striscia sottile all’ultima fila
Nell’esempio 1, 19 file intere con le loro fughe occupano 19 × 154 = 2926 mm, lasciando 74 mm per la 20ª fila. Una striscia di 74 mm è brutta da vedere e difficile da fissare. Prima di iniziare, decidi come gestirla:
- Rifila in larghezza sia la prima sia l’ultima doga in modo che siano uguali e più larghe di mezza doga.
- Regola leggermente la sporgenza sulla trave di bordo, restando nei limiti del produttore: Tecnodeck, per esempio, non ammette estremità sporgenti oltre 10 mm.
- Se il produttore indica un intervallo (come i 3–5 mm di Tecnodeck), ritocca la fuga entro quell’intervallo su tutto il decking.
Batti una linea con la cordella ogni poche file per mantenere la posa dritta. Déco consiglia di verificare ogni 3 o 4 doghe che la distanza dalla prima fila sia costante lungo tutta la lunghezza: una fuga che si allarga è più facile da correggere all’inizio che all’ultima fila.
Strumenti per mantenere la fuga costante
- Distanziatori. I distanziatori in plastica per decking in misure fisse (4, 5, 6, 8 mm) sono economici e precisi, e Tecnodeck ne raccomanda espressamente l’uso.
- Clip a scomparsa. Sulle doghe scanalate impostano la fuga automaticamente.
- Raddrizzatori o leve. Uno scalpello o una leva, come suggerisce Déco, o un raddrizzatore a camma riportano in linea una doga curva, così puoi mantenere la fuga mentre la fissi.
Togli i distanziatori man mano. Un distanziatore lasciato tutta la notte nel legno umido può restare incastrato quando la doga si gonfia.
Errori comuni con le fughe
- Trattare il legno umido come quello secco. Una fuga di 8 mm su doghe fradice può diventare ben più larga una volta asciutte.
- Dimenticare le fughe di testa sul composito. Doghe accostate in una mattina fresca spingeranno contro la vicina in pieno agosto.
- Nessuna fuga verso la casa. Le doghe fissate a contatto con la facciata o con un pilastro trattengono l’acqua e non hanno spazio per dilatarsi.
- Fughe di misure diverse. Cambiare distanziatori a metà decking si nota subito dal giardino.
Prima di acquistare, conviene mettere insieme l’intero progetto con il calcolo doghe decking principale. Conta le file in base a larghezza e fuga delle doghe e prepara una distinta di taglio.
Domande frequenti
Qual è la fuga standard tra le doghe in composito?
Di solito tra 3 e 5 mm in senso laterale: Tecnodeck, per esempio, indica 3–5 mm, mentre con i sistemi a clip è la clip a fissare la fuga. Anche le fughe di testa sono prescritte (per Tecnodeck almeno 3 mm con doghe fino a 3 m e 4 mm fino a 4 m), quindi controlla la guida della tua linea di prodotto.
Che fuga lasciare tra le doghe in legno?
Dipende dal legno e dalla sua umidità. Eurotec consiglia 6–8 mm per il larice siberiano, Déco circa 5 mm per i suoi legni, e il calcolatore parte da 8 mm per il pino impregnato. Se le doghe sono ancora umide si stringeranno asciugando: misurane la larghezza prima di decidere.
Le fughe tra le doghe possono essere troppo larghe?
Sì. Una fuga larga fa incastrare tacchi e gambe delle sedie, e i piccoli oggetti ci cadono dentro. Fughe insolitamente larghe su un decking in legno di solito significano che doghe umide sono state posate con distanziatori e poi si sono ritirate.
Quanto deve essere larga la fuga verso la casa?
Lascia una fuga dove le doghe incontrano facciata, pilastri o muratura, così l’acqua può defluire e le doghe possono muoversi. Tecnodeck chiede 15 mm verso tutti gli elementi fissi, e Labor Legno 15 mm tra pareti e magatelli. Lungo la casa serve inoltre una scossalina o un dettaglio che tenga l’acqua lontana dal muro, indipendentemente dalla fuga tra le doghe.