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Sottostruttura e struttura

Legno impregnato in autoclave per decking: classi e viteria

Classi di utilizzo UNI EN 335 per il decking: quando basta la classe 3 e quando serve la 4, trattamento, tagli, scelta delle tavole e viteria inox.

Aggiornato il · 8 min di lettura · A cura di Free Deck Board Calculator · Come facciamo le nostre ricerche

Il legno impregnato in autoclave per un decking deve essere adatto alla sua esposizione. Secondo la norma UNI EN 335, doghe, magatelli e parapetti all’aperto ma non a contatto con il terreno ricadono nella classe di utilizzo 3; il legno a contatto diretto con il terreno o con l’acqua dolce ricade nella classe 4, molto più severa. Per una pedana la regola pratica è: classe 3 per tutto ciò che sta fuori terra e resta ventilato, classe 4 (o meglio nessun contatto) per ciò che tocca il suolo. E fissa tutto con viteria in acciaio inox o zincata a caldo.

Questa guida spiega che cosa significa «impregnato in autoclave», come leggere la classe dichiarata dal fornitore, dove va ciascuna classe in un decking e quali regole valgono per tagli e ferramenta.

Cosa significa «impregnato in autoclave»

Nell’impregnazione in autoclave il preservante, una soluzione acquosa di sali, viene spinto nel legno sotto vuoto e sotto pressione. Secondo la scheda di Lignum, l’associazione dell’economia svizzera del legno, si lavora a 8–10 bar e il processo può durare fino a 20 ore; i principi attivi si fissano nel legno e lo proteggono da funghi e insetti (Lignum, legno impregnato in autoclave). Così si possono usare all’aperto anche specie poco durabili come pino e abete.

Qualche fatto utile dalla stessa scheda:

  • Specie. L’abete e l’alburno di pino e abete rosso sono considerati ben impregnabili. In Italia il decking impregnato è quasi sempre pino, in doghe da circa 27 × 146 mm.
  • Colore. Il colore standard dopo il trattamento è verde oliva e vira al marrone in breve tempo; senza altri trattamenti il legno diventa grigio. Il colore marrone ottenuto con un colorante non è coprente e generalmente non è stabile ai raggi UV.
  • Umidità. Dopo l’impregnazione il legno va tenuto al riparo dalle intemperie finché i sali sono fissati, e dovrebbe essere essiccato prima dell’impiego per limitare ritiro e rigonfiamento.

Non devi scegliere tu il prodotto chimico. Ciò che conta su un decking è la classe di utilizzo per cui il legno è stato trattato.

Leggere la classe dichiarata

In Italia il legno impregnato si vende di solito con l’indicazione della classe di utilizzo: «autoclave classe 3» (o «classe III») per doghe e tavole fuori terra, «classe 4» per pali e pilastri. Regno del Legno, per esempio, vende tavole in pino trattate in autoclave classe 3 e pali trattati in classe 4 per applicazioni strutturali esterne, idonei anche al contatto con il suolo (Regno del Legno, legno autoclavato).

Una classe dichiarata ha senso solo se il trattamento penetra abbastanza. La norma UNI EN 351-1 definisce le classi di penetrazione, cioè quanto in profondità deve arrivare il preservante. Per dare un’idea, il marchio di qualità Lignum richiede, nell’alburno, una penetrazione media di:

Classe di utilizzoEsempiAbete rosso, abete bianco, laricePino
3Tavole, legno squadrato, recinzioni senza contatto con il suolo4 mm5 mm
4Pali e palizzate a contatto con il suolo6 mm8 mm

Lignum precisa che queste profondità sono equivalenti o superiori a quelle delle classi di penetrazione della EN 351-1. Se il fornitore non dichiara né la classe né il tipo di trattamento, chiedili: senza questi dati non sai per quale esposizione è stato trattato il legno.

Classe 3 o classe 4: cosa va dove

Le classi di utilizzo della UNI EN 335 che contano per il decking, secondo le definizioni riportate da promo_legno:

ClasseDefinizioneUso tipico nel decking
3.1All’esterno, non a contatto con il terreno; il legno si bagna ma non resta bagnato a lungo e l’acqua non ristagnaDoghe, parapetti, magatelli ben ventilati e con buon drenaggio
3.2All’esterno, non a contatto con il terreno; il legno resta bagnato a lungo, con accumulo d’acquaMagatelli bassi e poco ventilati, appoggi dove l’acqua ristagna, teste e giunti
4A contatto diretto con il terreno o con l’acqua dolcePilastri interrati, magatelli posati sulla terra, pali

Per la classe 3.2 Lignum suggerisce specie con la massima durabilità naturale (classe 1–2 secondo EN 350) oppure legno modificato o impregnato in autoclave.

Quando la classe 3 non basta

Un decking reale ha spesso punti che si avvicinano alla classe 3.2 o alla 4 anche se nulla tocca il suolo:

  • Magatelli posati a pochi centimetri dalla terra o dalla ghiaia, dove l’aria non circola.
  • Foglie, terra e detriti che si accumulano contro il legno, per esempio lungo una fioriera.
  • Una pedana chiusa sui lati, senza ventilazione sotto le doghe.
  • Teste di magatelli e pilastri che restano nell’acqua di una platea senza pendenza.

Le contromisure costruttive contano quanto il trattamento. Déco raccomanda di realizzare la sottostruttura in legno durevole e di appoggiarla su piastrelloni con tessuto antiradice quando si posa su terreno (istruzioni Déco); Tecnodeck chiede di garantire sempre drenaggio e ventilazione nello spazio sotto le doghe e di non posare mai le doghe direttamente sul terreno (manuale Tecnodeck). Basi metalliche per pilastri e distanziali sotto i magatelli tengono il legno fuori dall’acqua. Quando il contatto con il terreno è inevitabile, usa legno trattato per la classe 4.

Tagli in cantiere

Il trattamento non arriva sempre al cuore della tavola, soprattutto nelle sezioni grandi: la penetrazione si misura nell’alburno. Ogni taglio, intaglio e foro scopre legno meno protetto. Lignum raccomanda di eseguire le lavorazioni prima dell’impregnazione, di evitare teste non trattate direttamente esposte alle intemperie e di trattare o proteggere localmente le zone lavorate dopo, come fori e tagli. In cantiere significa: stendi un preservante adatto sulle teste tagliate, con particolare cura alla base dei pilastri e alle teste dei magatelli, e lascialo assorbire.

Classi di resistenza e scelta delle tavole

La classe di utilizzo dice quanto il legno resiste al degrado, non quanto è resistente meccanicamente. Per gli elementi strutturali di una pedana sopraelevata, come travi, pilastri e magatelli che coprono luci libere, le NTC 2018 richiedono legno classificato secondo la resistenza: chiedi al fornitore la classe di resistenza e la marcatura, e lascia il dimensionamento al progettista. Per doghe e parapetti conta di più l’aspetto: nodi, fessure, smussi.

Quando scegli le tavole da una catasta:

  • Traguarda ogni tavola. Scarta per i magatelli quelle molto curve, oppure posale tutte con la pancia nello stesso verso.
  • Evita grossi nodi cadenti vicino ai bordi dei magatelli e al centro delle doghe.
  • Controlla l’umidità. Il legno impregnato può arrivare ancora umido: lascialo asciugare all’ombra e in un luogo ventilato, come consiglia Regno del Legno. Le doghe umide si ritirano asciugando, soprattutto in larghezza, e questo incide sulla fuga. Leggi la guida alle fughe tra le doghe.
  • Patine bianche. Le efflorescenze bianche dei sali sul legno appena trattato non sono muffa, ricorda Regno del Legno.

Per i costi, le doghe in pino impregnato costano indicativamente 20–35 € al m², solo materiale, secondo Pellet & Legnami (2026). I prezzi cambiano con fornitore e anno.

Viteria e connettori

I preservanti a base di rame e l’umidità esterna corrodono l’acciaio comune. Le indicazioni sono concordi:

  • Lignum: per il fissaggio del legno impregnato in autoclave occorre acciaio inossidabile di classe V2A (cioè A2) o superiore.
  • Regno del Legno: viti inox o zincate a caldo, soprattutto all’esterno, e preforo vicino a bordi e teste per ridurre le fessurazioni.
  • Eurotec: per le doghe viti di almeno 5 mm di diametro e almeno in acciaio inox temprato; in atmosfere saline o con cloro, cioè vicino al mare o a una piscina, inox A2 o addirittura A4. Le sue viti in inox temprato non sono adatte ai legni ricchi di tannino come rovere, robinia, cumarú e merbau (raccomandazioni Eurotec).

Qualche regola pratica in più:

  • Staffe, basi per pilastri e angolari zincati a caldo o in acciaio inox, mai zincati sottili da interno.
  • Non mescolare metalli diversi nello stesso collegamento, per esempio viti inox in una staffa zincata, dove l’umidità favorisce la corrosione.
  • Lunghezza delle viti: Eurotec indica almeno il doppio dello spessore della doga e circa 6 volte il diametro di filetto nel magatello. Per una doga da 27 mm e viti da 5 mm serve una vite da 60 mm.

Il calcolo viti per decking stima quante viti servono per le doghe, e la guida clip a scomparsa o viti confronta i sistemi.

Ordinare il legno impregnato

Un ordine sensato per un decking tipico:

  1. Pilastri: se toccano il suolo, classe 4; meglio ancora, basi metalliche su plinto che li tengano sollevati. La guida a plinti e profondità di gelo spiega gli appoggi.
  2. Travi e magatelli: classe 3, con ventilazione e drenaggio; legno per la classe 4 o una specie più durabile dove restano bagnati a lungo o vicino al terreno. Il calcolo sottostruttura decking conta magatelli e travi, e la guida all’interasse dei magatelli spiega la scelta delle luci.
  3. Doghe, pedate, correnti e balaustri: classe 3.
  4. Ferramenta: inox o zincata a caldo, tutta dello stesso materiale, più un preservante per i tagli.

Il calcolo legname trasforma una distinta di taglio nel numero di tavole per lunghezza. Aggiungi qualche tavola per scarti ed errori di taglio, poi verifica il progetto con l’ufficio tecnico del Comune e, per le pedane sopraelevate, con un tecnico. Questo sito fornisce informazioni generali, non consulenza strutturale.

Domande frequenti

Posso usare legno impregnato in classe 3 per i magatelli del decking?

Sì, se i magatelli restano fuori terra, ventilati e senza ristagni d’acqua: è la classe 3 della UNI EN 335. Se invece sono a pochi centimetri dal terreno, poco ventilati o in punti dove l’acqua ristagna, la situazione si avvicina alla classe 3.2 o alla 4, e conviene legno trattato per la classe 4 o una specie più durabile, oltre a migliorare drenaggio e ventilazione.

Bisogna trattare le teste tagliate del legno impregnato?

Sì. Il preservante penetra per pochi millimetri nell’alburno, quindi tagli e fori scoprono legno meno protetto. Lignum raccomanda di trattare o proteggere localmente le zone lavorate dopo l’impregnazione. Fai più attenzione alla base dei pilastri e a ogni testa che resterà umida.

Per il legno impregnato servono per forza viti in acciaio inox?

Lignum indica acciaio inox A2 o superiore; Regno del Legno ammette anche viti zincate a caldo. Per le doghe Eurotec chiede almeno inox temprato e, vicino al mare o a una piscina, inox A2 o A4. In ogni caso evita viti in acciaio comune o zincate sottili, che con l’umidità e i sali del trattamento si corrodono.

Perché il mio legno impregnato nuovo è verde e umido?

Il verde oliva è il colore normale dopo il trattamento e vira al marrone in breve tempo. L’umidità viene dalla soluzione acquosa usata in autoclave: lascia asciugare il legno all’ombra e in un luogo ventilato prima di posarlo o di trattarlo. La guida come impregnare un decking spiega come capire quando è pronto per l’olio.