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Sottostruttura e struttura

Plinti per decking e profondità di gelo: misure e calcestruzzo

Come ragionare sui plinti del decking: area di influenza, carichi NTC 2018, profondità al riparo dal gelo e quanti sacchi da 25 kg di calcestruzzo servono.

Aggiornato il · 8 min di lettura · A cura di Free Deck Board Calculator · Come facciamo le nostre ricerche

Tre fattori determinano la dimensione di un plinto per decking: quanta superficie di decking porta ogni pilastro (la sua area di influenza), il carico di progetto e quanto peso può sopportare il terreno. In Italia i carichi di riferimento sono quelli delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), e la capacità del terreno la valuta un tecnico. La profondità è una questione separata: le NTC chiedono che il piano di fondazione stia sotto il terreno vegetale e sotto lo strato interessato dal gelo, ma non fissano un numero valido per tutta Italia.

Questa guida mostra come calcolare l’area di influenza, come passare ai carichi e come stimare il calcestruzzo. Sono informazioni per la progettazione preliminare, non un calcolo strutturale. Per una pedana sopraelevata l’ultima parola spetta al progettista e, per le pratiche, all’ufficio tecnico comunale.

Perché i plinti contano più di quanto sembri

I plinti sono la parte del decking che non vedrai più una volta costruito, e la più difficile da correggere. Un plinto sottodimensionato può cedere e far inclinare un pilastro. Un plinto troppo superficiale può muoversi con il gelo o con le variazioni di umidità del terreno e alzare o abbassare un lato del decking. Se il decking è fissato alla casa, quel movimento sollecita il collegamento della trave a muro.

Molte pedane italiane, però, non hanno plinti: magatelli su una soletta esistente, su piedini regolabili o su piastrelloni. Déco, per esempio, per la posa su terreno indica appoggi in piastrelloni di circa 40 × 40 cm sotto una doppia orditura di magatelli (istruzioni di posa Déco). I plinti diventano necessari quando la pedana è sollevata su pilastri.

Passo 1: calcola l’area di influenza

L’area di influenza è la porzione di superficie del decking il cui peso grava su un pilastro. Per un decking tipico, con magatelli che vanno da una trave a muro sulla casa a una trave su pilastri, ogni pilastro della trave porta:

  • metà della luce dei magatelli (l’altra metà va alla trave a muro), più l’eventuale sbalzo oltre la trave, moltiplicata per
  • metà della distanza dal pilastro su ciascun lato.

Prendiamo un decking di 5 × 3 m fissato alla casa, con la trave arretrata di 30 cm dal bordo esterno (quindi a 2,7 m dalla casa) e pilastri ogni 2,5 m. Il calcolo sottostruttura conta 14 magatelli a 400 mm e 3 pilastri lungo la trave, uno per angolo e uno al centro:

PilastroQuota in larghezzaQuota in profonditàArea di influenza
Pilastro centrale1,25 + 1,25 = 2,5 m2,7 ÷ 2 + 0,3 = 1,65 mcirca 4,1 m²
Pilastro d’angolo1,25 m1,65 mcirca 2,1 m²

Gli sbalzi di magatelli o travi aggiungono area ai pilastri più vicini, come i 30 cm dell’esempio. Anche la distanza tra i pilastri ha dei vincoli: dipende da sezione e specie legnosa della trave e dai carichi, ed è il progettista a stabilirla.

Passo 2: dal carico alla dimensione del plinto

Le NTC 2018 (Tab. 3.1.II) indicano per gli ambienti residenziali (categoria A) un sovraccarico di 2,00 kN/m², che sale a 4,00 kN/m² per balconi e ballatoi. Applicato all’esempio:

  • Pilastro centrale: 4,1 m² × 2,00 kN/m² ≈ 8,3 kN di carico variabile, cioè circa 840 kg.
  • Con il valore da balcone (4,00 kN/m²) il carico raddoppia.

A questo si somma il peso proprio di doghe e sottostruttura, ed eventuali carichi da neve nelle zone dove sono rilevanti. Il plinto deve distribuire il carico totale su una superficie di terreno abbastanza ampia perché la pressione resti sotto quella ammissibile per quel terreno. Ecco perché non esiste una dimensione di plinto giusta per ogni decking: lo stesso pilastro richiede un plinto più grande su un’argilla morbida che su una ghiaia compatta.

La capacità portante del terreno non si indovina. Per una pedana sopraelevata fatti consigliare da un tecnico; se il terreno è di riporto, argilloso e soggetto a rigonfiamento o comunque dubbio, può servire anche il parere di un geologo.

Passo 3: stabilisci la profondità

Sotto il terreno vegetale e su terreno indisturbato

Le NTC 2018 (punto 6.4.2) stabiliscono che “il piano di fondazione deve essere situato sotto la coltre di terreno vegetale nonché sotto lo strato interessato dal gelo e da significative variazioni stagionali del contenuto d’acqua”. Il primo passo è quindi togliere lo strato vegetale e appoggiare il plinto su terreno compatto e indisturbato. Vicino a una casa, il terreno a ridosso delle fondazioni è spesso un riempimento smosso durante la costruzione: lì potresti dover scavare più a fondo per raggiungere un terreno solido.

Profondità di gelo

In Italia non esiste una tabella nazionale con la profondità di gelo per comune. Il gelo penetra poco nelle pianure e sulle coste, molto di più nelle valli alpine e appenniniche e in quota. Il valore da usare lo stabilisce il progettista in base alla zona e al terreno: prima di scavare chiedi a lui o all’ufficio tecnico comunale, e diffida di chi ti dà un numero unico “per tutta Italia”.

Pedane senza plinti

Non tutte le pedane hanno bisogno di plinti al gelo. Un decking su soletta esistente, su piedini regolabili o su piastrelloni appoggiati su terreno stabilizzato si muove insieme al suo appoggio, e non è collegato rigidamente alla casa. Tecnodeck, per esempio, prevede la posa su una superficie piana, stabile e saldamente consolidata, con una lieve pendenza di 3 mm per metro per il drenaggio (manuale Tecnodeck).

Attenzione però alle pratiche: una pedana fissa e stabile può non rientrare nell’edilizia libera (approfondimento BibLus). La guida trave a muro o autoportante approfondisce pro e contro delle due soluzioni.

Passo 4: stima il calcestruzzo

Una volta nota la forma del plinto, il calcestruzzo è semplice geometria:

  • Quadrato: volume = lato × lato × altezza
  • Tondo: volume = 3,1416 × (diametro ÷ 2)² × altezza

In Italia il calcestruzzo premiscelato si vende di solito in sacchi da 25 kg. La resa dipende dal prodotto: circa 12 litri di impasto per sacco secondo la scheda MADE, circa 84 sacchi per metro cubo secondo la scheda Gras Calce. Controlla il sacco che acquisti, perché le miscele differiscono.

Esempio pratico: i plinti della pedana 5 × 3 m

Supponiamo che il progettista abbia indicato, per i pilastri dell’esempio, una profondità di 80 cm. Con una resa di 12 litri per sacco (volumi e sacchi calcolati con il calcolo plinti decking):

Opzione A: plinto pieno 50 × 50 cm per tutti gli 80 cm. 0,5 × 0,5 × 0,8 = 0,200 m³, cioè 200 litri e 17 sacchi per plinto.

Opzione B: base 50 × 50 cm alta 20 cm più un colonnino tondo Ø 25 cm per i restanti 60 cm. La base fa 50 litri, il colonnino circa 29,5 litri: in totale circa 79,5 litri, cioè 7 sacchi.

Opzione C: plinto tondo Ø 30 cm profondo 80 cm, gettato in un tubo cassero: circa 56,5 litri, 5 sacchi.

Su tutto il decking la differenza cresce in fretta: con tre pilastri l’opzione A richiede 600 litri, cioè 50 sacchi, la B circa 239 litri, cioè 20 sacchi. Le forme ammesse le decide il progetto, quindi verifica la tua prima di comprare il calcestruzzo. Aggiungi qualche sacco per lo sfrido e per gli scavi più grandi del previsto. Per esempio, tre plinti quadrati 40 × 40 × 40 cm con il 10% di extra fanno circa 211 litri, cioè 18 sacchi. Quando superi circa mezzo metro cubo, valuta il calcestruzzo in autobetoniera, tenendo conto dei minimi d’ordine.

Il collegamento del pilastro

Il plinto deve tenere il pilastro sia in verticale sia lateralmente. La soluzione più diffusa è una base metallica zincata, annegata nel calcestruzzo fresco o tassellata dopo la presa, che tiene la testa del pilastro sollevata dal calcestruzzo, così il legno non resta nell’acqua, e facilita l’allineamento. Le basi regolabili in altezza aiutano a recuperare piccoli errori di quota.

Il legno che resta a contatto con il terreno o con l’acqua ricade nella classe di utilizzo 4 della norma UNI EN 335; quello all’esterno ma non a contatto con il terreno nella classe 3 (chiarimento promo_legno sulle classi di utilizzo). Meglio evitare del tutto il contatto diretto del pilastro con il terreno. La guida al legno impregnato spiega le classi.

Consigli pratici per lo scavo

  • Fai individuare i sottoservizi prima di scavare. Tubi dell’acqua, gas, cavi elettrici e scarichi passano spesso proprio vicino alla casa. Chiedi le planimetrie ai gestori delle reti o al Comune e, nel dubbio, scava a mano i primi centimetri.
  • Traccia con picchetti, tavole di riferimento e filo, non a occhio. Plinti fuori posizione di qualche centimetro sballano le lunghezze delle travi.
  • Tieni il fondo piano e pulito. La terra smossa sul fondo di uno scavo è terreno disturbato.
  • Getta con gli scavi appena aperti, prima che pioggia e franamenti sporchino il fondo.
  • Noleggia una trivella a motore se gli scavi sono più di qualcuno, e metti in conto sassi e radici.

I plinti di solito sono una quota modesta del costo totale del decking, ma richiedono molta manodopera. La scomposizione dei costi del decking mostra come rientrano nel budget complessivo.

Domande frequenti

Quanto devono essere profondi i plinti del decking?

Abbastanza da poggiare su terreno compatto e indisturbato, sotto lo strato vegetale e sotto lo strato interessato dal gelo, come chiedono le NTC 2018 al punto 6.4.2. Non esiste una profondità unica per tutta l’Italia: in pianura il gelo penetra poco, in montagna molto di più. Per una pedana su pilastri il valore lo indica il progettista.

Quanto deve essere grande il plinto di un pilastro del decking?

Dipende dall’area di influenza del pilastro, dal carico di progetto e dalla capacità portante del terreno. Con il sovraccarico residenziale delle NTC 2018 (2,00 kN/m²), un pilastro che porta circa 4 m² riceve circa 8 kN di carico variabile, più il peso della struttura. La superficie del plinto la dimensiona un tecnico in base al terreno.

Quanti sacchi di calcestruzzo servono per plinto?

Calcola il volume del plinto in litri e dividilo per la resa del sacco. Con sacchi da 25 kg che rendono circa 12 litri, un plinto 40 × 40 × 40 cm (64 litri) richiede 6 sacchi, uno tondo Ø 30 cm profondo 80 cm circa 5, uno pieno 50 × 50 × 80 cm 17.

Posso usare piastrelloni o piedini invece dei plinti gettati?

Spesso sì, per pedane basse su terreno stabilizzato o su una soletta: è la soluzione indicata da molti produttori, come Déco con i piastrelloni 40 × 40 cm o Tecnodeck con la posa su superficie piana e stabile. Per pedane sollevate su pilastri, collegate alla casa o su terreni dubbi servono invece fondazioni vere e proprie, progettate da un tecnico.